Uomo di 31 anni, fototipo III-IV, con multipl cicatrici da acne. Richiede miglioare l’aspetto delle cicatrici.
Circa 3 anni prima è stato trattato per acne nodulo-cistico severo per 9 mesi con Isotretinoina (media di 0,5 mg/Kg/dì).
PROCEDURE REALIZZATE:
Ci siamo proposti trattare il paziente in diversi tempi chirurgici.
Nella prima fase abbiamo pianificato di realizzare asportazione e chiusura primaria delle cicatrici più grandi e/o profonde (per realizzare il minor numero di procedure abrasive che, come sappiamo sono più difficili e rischiose ed hanno una morbilità post-operatoria prolungata, oltre ai costi).
Nella seconda fase, una volta eliminate le cicatrici più profonde, ci siamo proposti realizzare una dermoabrasione per levigare le cicatrici da acne e le cicatrici prodotte da noi.

Sono state realizzate 2 sessioni di asportazione e chiusura primaria, simili a quelle osservate nella foto 1b, separate fra loro da un periodo di 3 mesi. In ogni sessione sono state trattate 40-50 cicatrici per emivolto.

Le ferite chirurgiche sono state ricostruite con punti non assorbibili con nylon 5-0 e 6-0 impiegando punti semplici e/ da materassaio (foto 1c).

Il TCA lo applichiamo a diverse concentrazioni come osservato nella foto 1d.
Sulle zone con cicatrici da acne che pensiamo dermoabradere, è applicato al 50% strofinato con una garza sino a ottenere un frosting bianco intenso che oltre ad indurire la pelle (facilita la dermoabrasione notevolmente e minimizza notevolmente il sanguinamento durante la stessa) offre altri vantaggi: non sanguinando, consente di controllare meglio la procedura e di poter lavorare con relativa calma perché non bisogna congelare e lavorare in fretta per evitare lo scongelamento. Il congelamento aumenta notevolmente il rischio d’ipopigmentazione.
Il TCA, sulle palpebre lo applichiamo al 30%, sulle labbra al 40% e sul naso e resto del volto al 50% come peeling medio.
La chemodermoabrasione è stata realizzata mediante anestesia tronculare bilaterale, sopraorbitaria, infraorbitaria e mentoniera e anestesia infiltrativa, delle zone non anestetizzate dal blocco tronculare.

E’ stata realizzata una chemodermoabrasione aggressiva (vedere foto 1e).
Osservare che la zona trattata mediante abrasione profonda appena terminata la procedura, dovuto all’applicazione di TCA, in pratica non sanguina.

La foto 1f corrisponde a 12 mesi dopo le due procedure di escissione-chiusura diretta seguita da chemodermoabrasione.
Il paziente è rimasto molto soddisfatto del risultato. Una seconda chemodermoabrasione, anche meno aggressiva, avrebbe prodotto altro miglioramento.
COMMENTO: per trattare cicatrici da acne, specialmente nel caso di cicatrici severe e/o profonde, spesso è necessario impiegare tecniche invasive che comportano rischi. Di solito, per ottenere ottimi risultati sono necessarie diverse procedure.
Come lo tratteresti oggi?
Che tecniche impiegheresti?
Grazie anticipate per aver i tuoi commenti e per aver messo la tua esperienza a disposizione degli altri,
cordialmente.
Vito Abrusci
Dermatologo-Chirurgo Dermatologico
Milano







