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Tips/Perle Chirurgiche
Inviato da Abrusci Vito

1° TIP o PERLA CHIRURGICA

APPLICA VASELINA BIANCA SULLE FERITE

Tip o Perla inviata da Vito Abrusci

La gran maggioranza dei chirurghi dermatologi statunitensi copre con uno strato sottile di vaselina praticamente tutte le ferite chirurgiche con diversi scopi:

-dopo shaving o curettage e dopo exeresi e sintesi di ferite: la vaselina evita le croste, favorisce la cicatrizzazione, minimizza le infezioni…. ed evita che il cerotto o la garza si attacchino alla ferita con il susseguente sanguinamento e/o dolore per rimuoverli.

-dopo peeling medi e profondi, dermoabrasioni e resurfacing ablativi, o dopo la applicazione combinata di queste tecniche, la vaselina bianca non sterile (così come acquistata in farmacia) ha gli stessi vantaggi sopra elencati.


Se dopo questo tipo di interventi facciamo formare le croste il paziente sente il viso tirare e la fessurazione delle croste che avviene con la gesticolazione produce dolore e rende il postoperatorio molto più scomodo. La vaselina rende il postoperatorio praticamente privo di sintomi.

-e dopo la chirurgia di un’unghia incarnita o dopo aver rimosso la lamina ungueale? Rimuovere una garza attaccata al letto ungueale produce un dolore indimenticabile. Un po’ di vaselina…e rimuovere il cerotto diventa, semplice, veloce e molto più tollerabile.

-e a livello mucoso? Immaginate il dolore che prova un paziente per rimuovere una garza o la medicazione, dopo un intervento a livello anale o genitale, per esempio dopo una fimosectomia o dopo la rimozione di condilomi acuminati se si dovesse attaccare la graza alla ferita
Sapete cosa significa rimuovere una garza attaccata alla mucosa in qualsiasi di queste localizzazioni?
Se suggeriamo al paziente di applicare uno strato di vaselina…la garza non si attacca alla ferita ed il paziente ve ne sarà riconoscente per sempre.
Questo semplice accorgimento rende il postoperatorio indolore invece dell’incubo di staccare le garze dalle ferite e il sanguinamento che spesso ne risulta (e che bisogna fermare…spesso con nuovo dolore).

Vi siete mai chiesti perché le ferite o le chirurgie dell’interno della bocca cicatrizzano molto più veloce e con meno dolore (se i tessuti vengono gestiti nel modo giusto durante l’intervento)?  Il motivo è perché non si formano le croste.

Evita le croste sulle tue ferite chirurgiche e vedrai di quanto diminuisce il dolore postoperatorio, come pure quando dovrai rimuovere cerotti, garze e bende.

Prova questo tip per tutte queste applicazioni… e facci sapere cos’è successo dopo questa perla chirurgica!

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2° TIP o PERLA CHIRURGICA

PELLICOLA TRASPARENTE PER COPRIRE FERITE ESTESE ED USTIONI
Tip o Perla inviata da Vito Abrusci

…come dicevo sopra, dopo peeling medi e profondi, dermoabrasioni e resurfacing ablativi, o dopo la applicazione combinata di queste tecniche, la vaselina evita le croste, favorisce la cicatrizzazione, minimizza le infezioni…. ed evita che il cerotto o la garza si incollino alla ferita con il susseguente sanguinamento e/o dolore per rimuoverli.
Se dopo questo tipo di intervento abbiamo bisogno di coprire le zone trattate mediante qualche film protettivo, la pellicola trasparente (tipo Domopac, il film di polipropilene usato in tutte le case e supermercati per avvolgere pesce, carne e frutta) è una realtà straordinaria e insuperabile: molto economica, facile da reperire in qualsiasi supermercato, semplice da tagliare, aderisce benissimo alla pelle, si auto aderisce (non ha bisogno nemmeno di cerotti).
Provate a gestire le ustioni di primo e secondo grado con l’applicazione della vostra crema, unguento o pomata seguita da uno o più strati di pellicola trasparente.
I vantaggi sono tanti:

-la sostanza applicata rimane in zona (non viene assorbita dalla pellicola).

-permette il drenaggio spontaneo di buona parte delle secrezioni.

-la ferita, essendo facile ed indolore da scoprire, può essere visionata con la frequenza necessaria. Si minimizzano le infezioni e si possono impiegare più volte al giorno, impacchi con soluzione acquosa di iodio e dopo, per esempio la mattina applicazione di crema con solfadiazina d’argento e la sera di una pomata cicatrizzante o viceversa.

-L’umidità della zona ustionata evita le croste, favorisce la cicatrizzazione, minimizza le infezioni…. ed evita che garza e bende si incollino alla ferita con il susseguente dolore per rimuoverli che spesso è così severo che produce grida strazianti, a meno che il paziente venga sedato dall’anesteista: quante volte si può sedare un paziente?…prima o poi viene sottomesso alla rimozione cruenta delle bende, che anche se bagnate o no, il dolore è spesso insopportabile lo stesso.

-Rimuovere la pellicola trasparente da una zona ustionata è velocissimo e senza assolutamente alcun dolore!
Prova questo tip per tutte queste applicazioni… e facci sapere cos’è successo dopo questa perla chirurgica!

Vito Abrusci
Dermatologo-Chirurgo Dermatologico
Milano

4 commenti »

  1. Commento by COLOMBO RENATO — 21 febbraio 2011 @ 16:48

    Certamente questo e’ l’uovo di Colombo: da anni utilizzo il clobetasolo unguento in occlusivo con domopack applicato urgentemente su un un dito della mano, polso, avambraccio ustionato, che avrebbe il vantaggio, rispetto alla vaselina, di impedire la formazione della bolla in caso di ustione. Anche l’eritema di fondo appare attenuato. Consiglio di tenere in un cassetto di un mobile della cucina il tubetto dell’unguento, in maniera da non perdere tempo per reperire l’unguento ed il foglio di polietilene…

    dermatologo ex dirigente medico.U.O.A.DERMOSIFILOPATIA 1 TORINO

  2. Commento by Letterio ROMEO — 22 febbraio 2011 @ 13:37

    Scusa, Collega, ma perché togli la garza attaccata alle ferite? La formazione della crosta (essudato siero-fibrinoso)creata dalla natura dalla notte dei tempi per proteggere spontanenamente le ferie in fase di guarigione é del tutto augurabile perché segno di guarigione spontanea e di macata infezione: infatti se questa é presente la formazione di pus impedirà la formazione della crosta. Adesso un consiglio:prova a NON staccare la garza adesa sulla ferita con la crosta,lascia che madre natura faccia il suo corso e quando si staccherà SPONTANEAMENTE vedrai la guarigione senza sottoporre il paziente a dolori inutili e sopratutto a non IMBRATTARGLI la ferita
    con grasso cattura polvere e germi . Saluti

  3. Commento by Letterio ROMEO — 22 febbraio 2011 @ 13:38

    Scusa, Collega, ma perché togli la garza attaccata alle ferite? La formazione della crosta (essudato siero-fibrinoso)creata dalla natura dalla notte dei tempi per proteggere spontanenamente le ferite in fase di guarigione é del tutto augurabile perché segno di guarigione spontanea e di mancata infezione: infatti se questa é presente la formazione di pus impedirà la formazione della crosta. Adesso un consiglio:prova a NON staccare la garza adesa sulla ferita con la crosta,lascia che madre natura faccia il suo corso e quando si staccherà SPONTANEAMENTE vedrai la guarigione senza sottoporre il paziente a dolori inutili e sopratutto a non IMBRATTARGLI la ferita
    con grasso cattura polvere e germi . Saluti

  4. Commento by Vito Abrusci — 27 febbraio 2011 @ 01:25

    Caro Romeo: se rientri nel blog e dai un’occhiata alla paziente trattata mediante laser resurfacing e tieni presente che se da appena finito l’intervento non si prendono provvedimenti per evitare la formazione di croste ci saranno diversi svantaggi per la paziente: con la formazione di una crosta su tutto il viso, il solo fatto di gesticolare produce fessure delle croste e dolore.
    Immagini le 4 palpebre tutte piene di croste?…si formerebbero delle sinechie oltre al dolore che ci sarebbe ogni volta che si aprono e chiudono gli occhi.
    Ci sono diversi studi clinici prospettivi che dimostrano, anche con biopsie, che il metodo aperto o chiuso che evita la formazione di croste o mediante l’applicazione di creme applicate con frequenza, o con unguenti tipo vaselina o valina-like o impiegando diversi tipi di membrane (che risultano efficaci ma spesso anche molto più costose) la cicatrizzazione risulta più veloce, migliore e con meno rischi di infezione, solo per citare alcuni vantaggi.
    Immagini cosa succederebbe in un intervento di questo tipo se applicassimo delle garze che si facesso attaccare alla pelle del viso o delle palpebre? Il dolore per rimuoverle? Il sanguinamento come lo fermi senza dolore o bruciore?
    Molti colleghi che gesticono pazienti ustionati continuano ad applicare garze e a fare attaccarle alle ferite e, spesso ogni 24-40 ore le staccano. Solo a chi gli è stato fatta una procedura di quel tipo una sola volta sa cosa significa il dolore che si prova quando, invece come ci suggerisce il collega Renato Colombo con unguento e domopac non si attacca alla ferita, si stacca senza dolore e il paziente può farlo addirittura a casa da solo, senza un minimo di dolore.
    Cordiali saluti.

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