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	<title>SKINBLOG-IT.com &#187; Serri Riccarda</title>
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	<description>blog di Clinica, Chirurgia, Oncologia, Laser ed Estetica Cutanea</description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 Apr 2011 01:21:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I Siliconi in Cosmesi</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 05:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serri Riccarda</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Chirurgia Dermatologica]]></category>
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		<description><![CDATA[Conosciuti da decenni, solo agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, quindi da poco meno di vent’anni, sono stati introdotti massicciamente nelle preparazioni cosmetiche. Sono composti che non si trovano in natura, a base di silicio: se la natura produce tutta una serie di composti a base di carbonio, l’uomo ha prodotto in laboratorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conosciuti da decenni, solo agli inizi degli anni  Novanta del secolo scorso, quindi da poco meno di vent’anni, sono stati  introdotti massicciamente nelle preparazioni cosmetiche. Sono composti che non  si trovano in natura, a base di silicio: se la natura produce tutta una serie  di composti a base di carbonio, l’uomo ha prodotto in laboratorio analoghe  sostanze a base di silicio, capaci di creare lunghe catene di legami chimici e  dalle caratteristiche molto differenti.</p>
<p><span id="more-910"></span></p>
<p>Tutti conoscono il silicone che si utilizza per le impermeabilizzazioni e per  il fissaggio di materiali edili, si sa che il silicone viene utilizzato per  protesi estetiche, ma meno conosciuto è il suo uso in cosmesi.</p>
<p>Eppure gran parte dei prodotti cosmetici lo contiene, per le caratteristiche  peculiari che ha.</p>
<p>Esistono moltissimi tipi di siliconi cosmetici, che vanno da quelli ciclici,  con struttura ad anello, che sono pochissimo untuosi ed evaporano in poco tempo  (cyclomethicone,<strong> </strong>cyclopentasiloxane, cyclohexasiloxane) , a quelli mediamente unti e che non evaporano  (dimethicone e composti) a quelli molto untuosi e pesanti, come il dimethicone  copolyol.</p>
<p>Sono sostanze cha hanno ottime caratteristiche per il formulatore cosmetico, il  quale considera che:</p>
<ul>
<li>sono leggeri e non danno la stessa  sensazione di untuosità dei grassi vegetali</li>
<li>hanno un’impareggiabile tocco setoso  sulla pelle</li>
<li>sono resistenti al calore e all’ossidazione,  e non forniscono terreno di coltura per i batteri</li>
<li>abbattono la schiuma, ovvero evitano  il formarsi della scia bianca mentre si spalma una crema, anche in percentuali  molto basse</li>
<li>non danno allergie, non penetrano  all’interno della pelle</li>
<li>sono idrorepellenti</li>
<li>aumentano la performance dei filtri  solari sia chimici che fisici</li>
</ul>
<p>Con essi quindi si possono formulare ad esempio creme solari che resistano  all’acqua, creme viso che diano un’immediata sensazione di efficacia a causa  dell’effetto seta che donano alla pelle dove vengono spalmati, creme corpo non  untuose ma vellutanti, prodotti per capelli che lucidano e non appesantiscono,  fondotinta che si spalmano in velo uniforme con ottima resa cosmetica.</p>
<p>Prodotti senza difetti? In realtà no.</p>
<p>Utilizzati al posto degli emollienti vegetali nelle creme hanno il difetto di  non penetrare e non essere complessati in alcun modo dalla pelle, non nutrire  affatto. E di questo si accorge chi si applica creme siliconiche convinto di fare  bene alla  pelle, che invece si disidrata sempre più.</p>
<p>Spesso vengono utilizzati per mascherare formulazioni scadenti, povere di  principi attivi: danno appagamento immediato con la sensazione di pelle setosa,  ma il cosmetico altro non fa.</p>
<p>Utilizzati sui capelli danno buoni risultati estetici alle prime applicazioni,  poi la chioma, appesantita da siliconi che si depositano e non riescono ad  essere lavati via, diventa floscia e senza corpo.</p>
<p>Sembra che i siliconi più leggeri (quelli ciclici) secchino particolarmente la  pelle dove vengono applicati e siano particolarmente controindicati in caso di  pelli che necessitano di idratazione, ma per ora non ci sono studi in merito,  solo evidenze cliniche di dermatologi attenti e testimonianze raccolte presso  le utilizzatrici di cosmetici di questo tipo. E’ ventilabile l’ipotesi di una  vera a propria sensibilizzazione ai siliconi,</p>
<p>Infine, con un occhio all&#8217;eco-compatibilità, i siliconi non sono assolutamente  biodegradabili, finiscono negli scarichi fognari tal quali e poi si accumulano  nell’ambiente.</p>
<p>In sintesi, fino a una concentrazione del 2% circa sono tollerabili e la loro  presenza migliora le performances delle formulazioni cosmetiche, in percentuali  troppo elevate (posti alti dell’INCI), non sono invece dermococompatibili e  producono una situazione di ingannevole soddisfazione cosmetica.</p>
<p><strong>RICCARDA  SERRI<br />
</strong>Specialista in Dermatologia<br />
Presidente SKINECO<br />
Associazione Internazionale di EcoDermatologia<a href="http://www.skineco.org" target="_blank"></p>
<p>http://www.skineco.org</a></p>
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		<title>Dermoecologia: un concetto nuovo. Ma semplicissimo.</title>
		<link>http://www.skinblog-it.com/archives/368</link>
		<comments>http://www.skinblog-it.com/archives/368#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 01:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serri Riccarda</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Chirurgia Dermatologica]]></category>
		<category><![CDATA[d. Dermocosmetologia]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[dermoecologia]]></category>
		<category><![CDATA[ecologicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Porgiamo un affettuoso benvenuto alla Dott.ssa Riccarda Serri di Milano, instancabile creatore di tante iniziative e presidente di Ecodermatologia La dermoecologia considera la cute in relazione all’ambiente che la circonda, mette in risalto i rapporti strettissimi tra cute e ambiente, ma non solo. La dermoecologia si interessa di tutto ciò che viene in contatto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #999999;"><em>Porgiamo un affettuoso benvenuto alla Dott.ssa Riccarda Serri di Milano, instancabile creatore di tante iniziative e presidente di Ecodermatologia</em></span></p>
<p><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/08/logo-SKINECO.jpg"><img class="size-full wp-image-371 alignleft" title="logo SKINECO" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/08/logo-SKINECO.jpg" alt="logo SKINECO" width="169" height="157" /></a></p>
<p>La dermoecologia considera la cute  in relazione all’ambiente che la circonda, mette in risalto i rapporti  strettissimi tra cute e ambiente, ma non solo.</p>
<p>La dermoecologia si interessa di  tutto ciò che viene in contatto con la pelle o utilizzato sulla cute come  prodotto topico, sia per quanto riguarda la dermocompatibilità del prodotto (o  del tessuto, o del materiale qualsiasi esso sia), sia – e qua sta la grande  novità, per quanto riguarda la biodegradabilità nell’ambiente, l’eticità, la  sostenibilità, in sintesi l’ecologicità, del prodotto stesso.</p>
<p><span id="more-368"></span></p>
<p>Un prodotto – qualsiasi esso sia (un  cosmetico, un detergente casa, un tessuto, un pannolino, etc) deve essere  dermocompatibile e ben tollerato dalla cute, ma anche sostenibile, in tutta la  sua filiera produttiva, e biodegradabile – il più biodegradabile possibile –  nell’ambiente.</p>
<p>Deve contenere in quantità  progressivamente sempre più basse, fino ad arrivare, nel corso degli anni, allo  zero – di sostanze inquinanti, residui tossici (per l’uomo e per l’ambiente), o  molecole (per quanto presenti in quantità minimali, e solo come contaminanti o  residui) potenzialmente cancerogene o disturbatrici endocrine.</p>
<p>Perchè questo tipo di molecole, oggi  come oggi, sono presenti eccome nei prodotti, per esempio cosmetici. Anche  quelli dermatologicamente testati (ma sono testati per tollerabilità e per  performances. Non per ecologicità).</p>
<p>Cosmetici e prodotti affini non  hanno nessun obbligo per quanto riguarda l’indice di biodegradabilità dei  prodotti stessi. Come dermatologi, abbiamo sempre pensato che la vaselina e la  paraffina – il petrolatum – fossero espressione massima di dermocompatibilità.</p>
<p>Fino ad ora, in effetti, abbiamo  sempre considerato solo purezza microbiologica, tollerabilità cutanea,  sensibilizzazione – tra i parametri importanti per annoverare un cosmetico tra  i “sicuri”.</p>
<p>Ecco – con la dermoecologia – e il  parametro della “dermoecocompatibilità” – vogliamo inserire nuovi valori e  nuove priorità, con interesse crescente per la salute dell’uomo, dell’uomo  nell’ambiente, e dell’ambiente tutto.</p>
<p>Del resto, per la sopravvivenza del  pianeta saranno tutti comunque costretti a cambiare progressivamente, anno dopo  anno, modalità produttive e scelta di materiali. SKINECO appoggia queste scelte  nella direzione non solo della sostenibilità etica e ambientale, ma anche –  come Associazione Scientifica Dermatologica – della DERMO-compatibilità.</p>
<p>La nostra salute è strettamente  connessa alla salute del pianeta, e viceversa – purtroppo oggi ne parlano tutti  in termini allarmistici, emotivi, scandalistici. SKINECO vuole fornire  notizie ottimisticamente scientifiche,  dimostrando come le cose possano progressivamente cambiare in meglio,  acculturando i consumatori, condizionando i produttori, controllando la filiera  produttiva. Ciò contribuirebbe anche a frenare e controllare l’arrivo di  sostanze e materiali tossici, non solo – servirebbe a favorire la produzione  equa ed etica senza sfruttamento di persone e minori.</p>
<p>La dermatologia ecologica è un tema  di grande attualità. Da un lato è in grande aumento l’interesse per i  cosmetici, i loro ingredienti e i reali effetti sulla pelle; dall’altro cresce  in maniera esponenziale l’attenzione per l’ambiente e la sua salvaguardia.</p>
<p>La domanda alla quale è necessario  rispondere è: “che cosa fa bene alla pelle e allo stesso tempo non impatta  negativamente sull’ambiente?” La risposta può arrivare dal dermatologo, il vero  punto di riferimento in quanto medico e scienziato esperto di cura della pelle.</p>
<p>Nasce quindi il nuovo concetto di  eco-dermo-cosmetica che, per essere realmente impattante, ovviamente, necessita  di grande rigore scientifico e di un approccio estremamente razionale.</p>
<p>Negli ultimi anni si registra,  a livello europeo e mondiale, un aumento di:</p>
<ul>
<li>pelli sensibili</li>
<li>pelli reattive</li>
<li>dermatosi cosmetogene, causate o  slatentizzate da cosmetici (DS, Rosacea, Acne adulta, DIC)</li>
<li>dermatite atopica</li>
<li>cute asfittica</li>
<li>“pori dilatati”</li>
<li>comedoni</li>
<li>iperpigmentazioni post-infiammatorie</li>
</ul>
<p>Sono anche in aumento le pelli che  non migliorano, nonostante l’uso di prodotti cosmetici e la comparsa di  secchezza e desquamazione.</p>
<p>Molti ingredienti, pur essendo  non-tossici e non-allergizzanti (e pur presentando profili tossicologici  rassicuranti), si rivelano sulla lunga distanza poco “dermocompatibili”; allo  stesso tempo tali ingredienti non sono ecocompatibili.</p>
<p>Un’alternativa c’è ed è  rappresentata dal “naturale”.</p>
<p>Tuttavia, oggi il “naturale” nella  maggior parte dei casi, cavalca l’onda dell’emotività collettiva:  è spesso formulato e prodotto in maniera poco  scientifica, approssimativa, in carenza di test e di prove cliniche ed infine,  frequentemente, non è affatto “naturale”. Non è regolamentato da un  disciplinare standard, o da un regolamento unico europeo.</p>
<p>Il dermatologo non è abituato a  leggere l’INCI dei prodotti, né a prenderne in esame l’efficacia sulla lunga  distanza, o a valutare il ‘veicolo’ in cui sono contenuti i principi attivi.</p>
<p>Parlare di eco-dermocosmesi  significa una cosmesi eco compatibile e dermo-compatibile, rigorosamente  scientifica e avanzata tecnologicamente.</p>
<p>Eco-dermocosmesi significa, per  esempio, la limitazione dei seguenti ingredienti:</p>
<ul>
<li>Petrolatum, paraffinum liquidum, mineral  oil</li>
<li>Siliconi (ciclometicone, dimeticone, etc)</li>
<li>Polietilenglicoli (PEG) che contengono  ossido di etilene che può formare diossano</li>
<li>Cessori di formaldeide-  Diazolydinyl urea, Imidazolidinyl urea,  DMDMHydantoin, Bronopol, etc</li>
<li>Ammine (DEA, MEA, TEA, MIPA): rischio  formazione nitrosammine</li>
<li>EDTA – ittiotossico</li>
<li>Nonoxynol, poloxamer e nonilfenoli-  alterazioni ormonali (disturbatori endocrini)</li>
<li>Triclosan &#8211; antibatterico tossico se troppo  presente</li>
<li>Trimonium e -dimonium: ittiotossici, non  biodegradabili</li>
</ul>
<p>I dermatologi sono gli esperti della  pelle, gli amici della pelle. Rispettano l’ambiente e rispettano la pelle  nell’ambiente.</p>
<p>L’ecocosmetico può essere, ed anzi,  dovrà essere, un dermocosmetico.</p>
<p>Iniziando dalla paidocosmesi,  argomento scottante che avremo modo di approfondire.</p>
<p><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/08/WU5C45841.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-372" title="WU5C4584[1]" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/08/WU5C45841-200x300.jpg" alt="WU5C4584[1]" width="200" height="300" /></a></p>
<p><strong>RICCARDA SERRI</strong><br />
<span style="font-size: x-small;"><strong>Specialista in Dermatologia<br />
Presidente SKINECO<br />
Associazione Internazionale di  EcoDermatologia</p>
<p>http://www.skineco.org</strong></span></p>
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