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	<title>SKINBLOG-IT.com &#187; e. Laser e nuove tecnologie</title>
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	<description>blog di Clinica, Chirurgia, Oncologia, Laser ed Estetica Cutanea</description>
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		<title>Fotoinvecchiamento trattato mediante Laser a CO2 seguito da Laser Erbium</title>
		<link>http://www.skinblog-it.com/archives/143</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 10:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abrusci Vito</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Chirurgia Dermatologica]]></category>
		<category><![CDATA[e. Laser e nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[cheratosi attiniche]]></category>
		<category><![CDATA[Cicatrici]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[CO2 seguito da Erbium]]></category>
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		<category><![CDATA[laser ablativi combinati]]></category>
		<category><![CDATA[laser ablazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Tca]]></category>

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		<description><![CDATA[Donna di 69 anni, fototipo II, con fotodanneggiamento severo del viso caratterizzato da cheratosi attiniche, lentigo e rughe (vedere foto 21). Antecedenti di esposizione solare cronica e diversi trattamenti per carcinomi basocellulari e cheratosi attiniche del volto che hanno lasciato cicatrici e zone acromiche post trattamento (foto 21 e 21a). DIAGNOSI CLINICA: -fotodanneggiamento severo -cronoinvecchiamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Donna di 69 anni, fototipo II, con fotodanneggiamento severo del viso caratterizzato da cheratosi attiniche, lentigo e rughe (vedere foto 21).</p>
<p><img src="http://piel-l.org/blog/wp-content/uploads//2008/11/21.jpg" alt="" width="236" height="217" /></p>
<p><span id="more-143"></span></p>
<p>Antecedenti di esposizione solare cronica e diversi trattamenti per carcinomi basocellulari e cheratosi attiniche del volto che hanno lasciato cicatrici e zone acromiche post trattamento (foto 21 e 21a).</p>
<p><img title="21a" src="http://piel-l.org/blog/wp-content/uploads//2008/12/21a.jpg" alt="" width="217" height="236" /></p>
<p>DIAGNOSI CLINICA:<br />
-fotodanneggiamento severo<br />
-cronoinvecchiamento<br />
-cicatrici e ipocromie post chirurgie</p>
<p>PROCEDURA REALIZZATA:</p>
<p><img title="21b" src="http://piel-l.org/blog/wp-content/uploads//2008/12/21b.jpg" alt="" width="218" height="236" /></p>
<p>1. applicazione di Acido Tricloroacetico (TCA) al 50% sulle cheratosi attiniche più evidenti, mediante cotton fioc, in 2 tempi, sino ad ottenere un frosting bianco intenso (foto 21b).</p>
<p>2. Applicazione di 2 pass. di laser a CO<strong>2</strong> in modalità superpulsata, linearmente sulle rughe, che abbiamo tracciato prima mediante un pennarello con la paziente in posizione supina e seduta (foto 21b) .</p>
<p><img src="file:///C:/Users/VITOAB%7E1/AppData/Local/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /><img src="file:///C:/Users/VITOAB%7E1/AppData/Local/Temp/moz-screenshot-1.png" alt="" /></p>
<p><img title="21c" src="http://piel-l.org/blog/wp-content/uploads//2008/12/21c.jpg" alt="" width="217" height="236" /></p>
<p>3. Applicazione di 2 pass. di laser a CO<strong>2</strong> in modalità superpulsata sulle zone dove abbiamo applicato prima il TCA e i 2 pass. di CO2 linearmente sulle rughe (notare zone più arrossate nella foto 21c).</p>
<p>4. Immediatamente dopo, 1 pass. di laser a CO<strong>2</strong> in modalità superpulsata, sulle palpebre  e 2 pass. full-face , includendo le zone appena trattate con TCA e/o CO<strong>2</strong> come descritto sopra in 3, (foto 21c).</p>
<p><img title="21d" src="http://piel-l.org/blog/wp-content/uploads//2008/12/21d.jpg" alt="" width="217" height="236" /></p>
<p>5. Completamento del laser resurfacing mediante 1 pass. di laser a Erbium, sulle palpebre  e 2 pass. full-face , includendo le zone TCA e/o CO<strong>2</strong>, (foto 21d).</p>
<p><img title="21e" src="http://piel-l.org/blog/wp-content/uploads//2008/12/21e.jpg" alt="" width="217" height="236" /></p>
<p>La foto 21e mostra il risultato due settimane dopo l’intervento.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5458" title="21f" src="http://piel-l.org/blog/wp-content/uploads//2008/12/21f.jpg" alt="" width="217" height="236" /></p>
<p>La foto 21f evidenza il risultato un anno dopo l’intervento.</p>
<p><img src="file:///C:/Users/VITOAB%7E1/AppData/Local/Temp/moz-screenshot-2.png" alt="" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5508" title="21g1" src="http://piel-l.org/blog/wp-content/uploads//2008/12/21g1.jpg" alt="" width="236" height="217" /></p>
<p><img title="21h" src="http://piel-l.org/blog/wp-content/uploads//2008/12/21h.jpg" alt="" width="236" height="217" /></p>
<p>Le foto 21g y 21h evidenziano il prima e dopo in proiezione anteriore del volto. Notate il miglioramento notevole della superficie cutanea con miglioramento delle cheratosi attiniche, rughe, lentigo e cicatrici preesistenti.</p>
<p>Tutti i passaggi realizzati mediante laser a CO<strong>2</strong> (Sharplan 30C superpulsato) sono stati realizzati alla massima potenza suggerita dall’apparecchio come potenza massima ad essere impiegata, mentre i passaggi realizzati mediante laser ad Erbium (ESC Derma 2o)sono stati realizzati alla massima potenza erogata dall’apparecchio.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">DOMANDE</span></strong><strong>: </strong></p>
<p>1. perché abbiamo applicato TCA sulle cheratosi attiniche se dopo sarebbero state trattate con laser resurfacing mediante CO<strong>2</strong> + Erbium in modo piuttosto aggressivo?</p>
<p>2. perché abbiamo tracciato prima mediante un pennarello con la paziente in posizione supina e poi, anche, seduta?</p>
<p>3. perché il CO<strong>2</strong> in modo lineare sulle rughe?</p>
<p>4. perché Erbium dopo il resurfacing con CO<strong>2</strong>?</p>
<p>5. e le tue domande quali sono?&#8230;saremo lieti di risponderle!</p>
<p><strong>Hai qualche suggerimento?</strong></p>
<p><strong>Come l’avresti trattata?</strong></p>
<p>Ringrazio anticipatamente i vostri commenti,</p>
<p>Cordialmente,<strong> </strong></p>
<p><strong>Vito Abrusci </strong><br />
Dermatologo-Chirurgo Dermatologico<br />
Milano</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Laser resurfacing ablativo: quanto dura il risultato?</title>
		<link>http://www.skinblog-it.com/archives/2703</link>
		<comments>http://www.skinblog-it.com/archives/2703#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 10:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Chirurgia Dermatologica]]></category>
		<category><![CDATA[e. Laser e nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[CO2 seguito da Erbium]]></category>
		<category><![CDATA[Erbium]]></category>
		<category><![CDATA[Laser resurfacing]]></category>
		<category><![CDATA[Luce di Wood]]></category>
		<category><![CDATA[Ringiovanimento del volto]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa foto di mia madre risale al 1997 quando aveva 60 anni. Aveva un fotoinvecchiamento moderato/severo caratterizzato fondamentalmente da lentigo solari e rughe (foto 1a). Le proposi un ringiovanimento del volto mediante laser. Le spiegai che avrei realizzato un resurfacing ablativo aggressivo con lo scopo, non solo di migliorare macchie e rughe, ma di fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-1a19.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2705" title="foto 1a" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-1a19-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Questa foto di mia madre risale al 1997 quando aveva 60 anni.<br />
Aveva un fotoinvecchiamento moderato/severo caratterizzato fondamentalmente da lentigo solari e rughe (foto 1a).</p>
<p><strong><span id="more-2703"></span></strong>Le proposi un ringiovanimento del volto mediante laser.<br />
Le spiegai che avrei realizzato un resurfacing ablativo aggressivo con lo scopo, non solo di migliorare macchie e rughe, ma di fare durare il più a lungo possibile il risultato ottenuto.<br />
Quando seppe che sarebbe rimasta chiusa in casa per circa 2 settimane, la mamma oppose una certa resistenza ma, sentite le ragioni e i vantaggi, organizzo la sua agenda e decise di farsi operare.</p>
<p>PROCEDURA REALIZZATA:<br />
- Disegno delle rughe mediante un pennarello, stando seduta e in posizione supina.<br />
- Applicazione di 2 pass. di laser a CO<strong>2</strong> in modalità superpulsata, linearmente su ogni singola ruga disegnata. Sono state trattate tanto le rughe d’espressione come quelle prodotte dal danno solare e dall’età.<br />
- Sulle zone appena trattate per rughe lineari, abbiamo realizzato di altri 2 pass. di laser a CO<strong>2</strong> in modalità superpulsata sull’intera area contenente le rughe.<br />
- Un pass. di laser a CO2 in modalità superpulsata, sulle palpebre.<br />
- Due pass. full-face , includendo le zone appena trattate prima con rughe.<br />
- Un pass. di laser a Erbium, sulle palpebre  e due pass. full-face.</p>
<p>Come promesso, dopo 2 settimane si è potuta applicare schermo solare e truccare ed è finito il suo confinamento.<br />
Quei 14 giorni, dopo un resurfacing aggressivo, sembrano non passare mai!</p>
<p>Vediamo come sono andate le cose nel tempo:<br />
<strong> <a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-1a-1b2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2704" title="foto 1a-1b" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-1a-1b2.jpg" alt="" width="382" height="248" /></a></strong></p>
<p>L’immagine 1a corrisponde al pre-op, la 1b evidenza il risultato un anno dopo l’intervento.</p>
<p><strong> <a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-2a-2b6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2706" title="foto 2a-2b" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-2a-2b6.jpg" alt="" width="386" height="248" /></a></strong></p>
<p>2a corrisponde al pre-op, 2b al risultato 2 anni dopo l’intervento.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/02/foto-3a-3b.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2723" title="foto 3a-3b" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/02/foto-3a-3b.jpg" alt="" width="385" height="248" /></a></p>
<p>3a corrisponde al pre-op, 3b al risultato 4 anni dopo l’intervento.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> <a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-4a-4b.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2707" title="foto 4a-4b" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-4a-4b.jpg" alt="" width="379" height="248" /></a></strong></p>
<p>4a corrisponde al pre-op, 4b  al risultato 7 anni dopo l’intervento.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-5a-5b.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2708" title="foto 5a-5b" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-5a-5b.jpg" alt="" width="379" height="248" /></a></p>
<p>Con la luce di Wood, 5a evidenza le macchie solari presenti prima dell’intervento, 5b lo stato delle stesse, 7 anni dopo il ringiovanimento ablativo.</p>
<p>Durante tutti questi anni mia madre ha solamente applicato schermo solare totale sul viso, durante l’esposizione diretta al sole.<br />
L’unica altra procedura realizzata è stata l’applicazione di tossina botulinica per trattare le rughe d’espressione, 2 settimane prima di realizzare la foto 4b.</p>
<p>COMMENTO: il laser resurfacing ablativo, se realizzato in modo appropriato può durare notevolmente nel tempo, come dimostrato nel caso di mia madre.<br />
Uno dei suggerimenti che faccio ai pazienti che decidono di sottomettersi a un resurfacing ablativo come chirurgia per ringiovanimento del volto è quello di considerare che, se si ha la pazienza di rimanere chiusi in casa 5-6 giorni in più rispetto a un ringiovanimento mediante laser ablativo standard o di un reingiovanimento mediante Fraxel,  il risultato non solo è notevolmente superiore ma più duraturo nel tempo.<br />
<strong>Quante procedure meno ablative sono necessarie per ottenere un risultato simile?<br />
Quante volte rimarrebbe il paziente in casa 6-8 giorni?<br />
A quale costo economico?<br />
Avrebbe mai avuto un risultato simile?</strong></p>
<p>Oggi si propongono al paziente soluzioni meno ablative, meno invasive e aggressive che, se veramente valutiamo in modo obiettivo lo stato del paziente un anno dopo la procedura, spesso in pratica c’è poco miglioramento&#8230;.immaginate 2, 4 o 7 anni dopo!</p>
<p>Quando con un intervento si possono ottenere risultati notevoli è inutile suggerire tanti interventi meno aggressivi che non solo non saranno mai capaci di fare ottenere i risultati ma che vengono a costare molto di più, da tanti punti di vista.</p>
<p>Nel caso di mia madre, se avessi potuto migliorare le rughe ed il danno solare che aveva con procedure meno invasive, le avrei eseguite: non esistevano allora, e neanche oggi c’è una procedura o la somma di diverse procedure capaci di produrre un risultato di questo tipo dopo tanti anni.</p>
<p>Concludo con un&#8217;affermazione: &#8220;Laser ablativi, il risultato dura nel tempo!&#8221;</p>
<p><strong>Ringrazio anticipatamente i tuoi commenti, </strong></p>
<p>Cordialmente,<strong> </strong><br />
<strong>Vito Abrusci </strong><br />
<span style="font-size: x-small;">Dermatologo-Chirurgo Dermatologico<br />
Milano</span></p>
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		<item>
		<title>Nevo congenito melanocitario trattato mediante laser ablazione</title>
		<link>http://www.skinblog-it.com/archives/2697</link>
		<comments>http://www.skinblog-it.com/archives/2697#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 10:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abrusci Vito</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Chirurgia Dermatologica]]></category>
		<category><![CDATA[e. Laser e nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[CO2 onda continua]]></category>
		<category><![CDATA[CO2 seguito da Erbium]]></category>
		<category><![CDATA[CO2 superpulsato]]></category>
		<category><![CDATA[Erbium]]></category>
		<category><![CDATA[Laser resurfacing]]></category>
		<category><![CDATA[Minimamente invasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Nevo]]></category>
		<category><![CDATA[Nevo congenito]]></category>
		<category><![CDATA[Nevus e laser]]></category>
		<category><![CDATA[Resurfacing ablativo]]></category>
		<category><![CDATA[Shaving e laser]]></category>

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		<description><![CDATA[Ragazzo di 13 anni con nevus melanocitario congenito della coscia sinistra (foto 1). Il paziente vuole eliminare la lesione per motivi estetici. Lui e i suoi genitori chiedono se è possibile eliminare in neo evitando la lunga cicatrice che gli è stata prospettata in diversi centri. Riferiscono che il neo è stato seguito dal pediatra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-19.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2698" title="foto 1" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-19-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ragazzo di 13 anni con nevus melanocitario congenito della coscia sinistra (foto 1).</p>
<p><span id="more-2697"></span><em>Il paziente vuole eliminare la lesione per motivi estetici. Lui e i suoi genitori chiedono se è possibile eliminare in neo evitando la lunga cicatrice che gli è stata prospettata</em><em> in diversi centri.<br />
Riferiscono che il neo è stato seguito dal pediatra e dal dermatologo dalla nascita e, oltre ad aumentare in diametro con la crescita del ragazzo, non ha mai avuto cambiamenti preoccupanti. </em></p>
<p>L’esame clinico e dermatoscopico  ha evidenziato un neo melanocitario di circa 18 mm di diametro (foto 1a).</p>
<p>Abbiamo spiegato al paziente ed i suoi parenti che: è impossibile conoscere lo spessore dei nei congeniti melanocitari che a volte si estende in profondità sino al grasso. Spesso le cellule neviche melanocitarie raggiungono profondità diverse fra nei distinti e addirittura nello stesso neo (in nei congeniti giganti).<br />
E’ stato chiarito che, molto probabilmente, sarebbero stati necessari diversi interventi mediante laser ablativi per poter, a volte, solo migliorare l&#8217;aspetto del neo. E&#8217; stato anche spiegato che la nostra esperienza clinica e chirurgica ci orientava verso un neo di probabile estensione sino al derma reticolare/derma medio.<br />
Sono stati d’accordo con questo tipo di soluzione con lo scopo di minimizzare la cicatrice.<br />
<strong><br />
PROCEDURA REALIZZATA: </strong>è stata iniettata anestesia locale infiltrativa ( lidocaina al 2% con adrenalina e bicarbonato) e, dopo aver massaggiato per circa 2 minuti è stato realizzato uno shaving con lama N°20 per eliminare parte dello spessore del neo (che avremmo potuto distruggere mediante laser con un danno termico che avrebbe indotto cicatrizzazione ipertrofica e che non ci avrebbe consentito di realizzare l’esame istologico).</p>
<p><strong> <a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-1a-1b1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2699" title="foto 1a-1b" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-1a-1b1.jpg" alt="" width="357" height="177" /></a></strong></p>
<p>L&#8217;asportazione tangenziale è stata realizzata non andando in profondità oltre il derma papillare/porzione superiore del derma reticolare seguita da elettrocoagulazione puntiforme  e immediatamente dopo ablazione mediante laser a CO2 in modalità di onda continua (molto ablativo e distruttivo) seguito da laser a CO2 in modalità superpulsata. Il laser a CO2 compie il vero ruolo ablativo.<br />
Infine la superficie trattata con CO2, e circa 3mm intorno di pelle sana è stata trattata con laser a Erbim fondamentalmente per distruggere uno spessore di tessuto nel quale risiede parte del danno termico, per radicalizzare in profondità,  per minimizzare la possibilità di cicatrici ipertrofiche e per accorciare l’eritema post-operatorio.</p>
<p>La ferita è stata detersa con acqua ossigenata, coperta con uno strato sottile di vaselina bianca per evitare la crosta ed  infine con cerotto di carta antiallergico color pelle.<br />
Sono state consegnate delle istruzioni a macchina, per la gestione del post-operatorio che, sino al ritorno in clinica, consistono nel detergere le ferite una volta al giorno con acqua ossigenata, asciugare, applicare vaselina 8per evitare croste) e ricoprire con cerotto.</p>
<p><strong> <a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-2a-2b-2c.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2700" title="foto 2a-2b-2c" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-2a-2b-2c.jpg" alt="" width="289" height="127" /></a><br />
</strong>La foto 2a evidenza il neo congenito prima dell’intervento.</p>
<p>La foto 2b mostra l’aspetto della zona trattata 3 mesi dopo. Il colore scuro che si osserva è fondamentalmente eritema e iperpigmentazione post-infiammatoria dovuta alla aggressiva ablazione realizzata.</p>
<p>La foto 2c evidenza il risultato 8 mesi dopo l’intervento. Notare che persiste ancora un lieve eritema e iperpigmentazione post-infiammatoria.</p>
<p><strong> <a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-2a1-2b1-2c1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2701" title="foto 2a1-2b1-2c1" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-2a1-2b1-2c1.jpg" alt="" width="337" height="148" /></a><br />
</strong>Le foto 2a1-2b1-2c1 evidenziano l&#8217;esame alla luce di Wood.</p>
<p>In 2b1, 3 mesi dopo, con luce di Wood confermiamo l’assenza di neo residuo e la presenza d’iperpigmentazione post-infiammatoria.<br />
La foto 2c1 mostra la lieve iperpigmentazione post-infiammatoria presente 8 mesi dopo l’intervento.</p>
<p>COMMENTI: il risultato clinico è stato ottimo. È stato possibile eliminare il neo melanocitario congenito evitando una cicatrice evidente di, almeno 5 cm di lunghezza.<br />
Come si può osservare in 2c, ancora 8 mesi dopo l’intervento è in corso la riparazione del danno prodotto dopo l’ablazione profonda.<br />
L’ablazione ha prodotto un danno profondo. Se la gestione post-operatoria di questo tipo d’intervento non è accuratissima, si producono sempre, con certezza, cicatrizzazione ipertrofica e/o iperpigmentazione o ipopigmentazione.<br />
E’ fondamentale per evitare cicatrici ipertrofiche e cheloidi l’uso precoce di cortisonici fluorati potenti in crema e unguento che, se indicati in modo sbagliato, ritardano la cicatrizzazione o producono atrofia, telangectasie e iperpigmentazione.<br />
Per minimizzare la possibilità d’iperpigmentazione bisogna gestire in modo adeguato la ferita impiegando acido retinoico e creme depigmentanti. Noi impieghiamo acido azelaico e idrochinone.</p>
<p>Il trattamento di un neo di queste dimensioni in questo modo è particolarmente difficile e rischioso tanto per l’ablazione stessa come per la difficile e lunga gestione post-operatoria.</p>
<p>È molto più semplice, veloce e sicuro (nel garantire l’asportazione) l’impiego di tecniche escissionali. In questo caso una semplice losanga o una plastica a W doppia avrebbe risolto il problema ma la cicatrice risultante non avrebbe avuto mai l’aspetto del risultato ottenuto con la tecnica di ablazione mediante combinazione di laser che abbiamo impiegato.</p>
<p>Pur facendo losanghe, plastiche a “W” e altre ricostruzioni possibili per una lesione simile, a mio figlio l’avrei operato come a questo paziente impiegando questa modalità &#8220;minimanente invasiva ma massimamente ablativa&#8221;.</p>
<p><strong>Grazie anticipate per i tuoi commenti e per aver messo la tua esperienza a disposizione degli altri,</strong><br />
cordialmente,<br />
<strong>Vito Abrusci<br />
</strong><span style="font-size: x-small;">Dermatologo-Chirurgo Dermatologico<br />
Milano</span></p>
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		<title>Nevus antiestetici trattati in modo minimamente invasivo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 10:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abrusci Vito</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Chirurgia Dermatologica]]></category>
		<category><![CDATA[e. Laser e nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Alluminio cloruro]]></category>
		<category><![CDATA[Chirurgia minimamente invasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Erbium]]></category>
		<category><![CDATA[Nevi multipli]]></category>
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		<category><![CDATA[Nevus antiestetici]]></category>
		<category><![CDATA[Nevus del volto]]></category>
		<category><![CDATA[Nevus e laser]]></category>
		<category><![CDATA[Shaving ed Erbium]]></category>

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		<description><![CDATA[Donna di 61 anni che viene in studio con lo scopo di eliminare 7 nei antiestetici sul volto, 3 nei sul mento, 3 sul lato sinistro del collo e uno sul trago dell’orecchio sinistro (foto 1). La paziente riferisce che queste lesioni sono presenti da oltre quarant’anni senza aver subito cambiamenti. Richiede di voler essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-18.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2692" title="foto 1" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-18-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Donna di 61 anni che viene in studio con lo scopo di eliminare 7 nei antiestetici sul volto, 3 nei sul mento, 3 sul lato sinistro del collo e uno sul trago dell’orecchio sinistro (foto 1).</p>
<p><span id="more-2691"></span>La paziente riferisce che queste lesioni sono presenti da oltre quarant’anni senza aver subito cambiamenti.<br />
<em>Richiede di voler essere trattata con laser</em> per poter ottenere i risultati di suo figlio, da noi operato circa un anno prima.</p>
<p>L’esame clinico ha evidenziato  nei compatibili con la diagnosi di nei dermici o composti (foto 1, 2a, 3b).<strong></strong></p>
<p><strong>PROCEDURA REALIZZATA: </strong>è stata iniettata anestesia in ogni lesione impiegando circa 4 ml di lidocaina al 2% con adrenalina e bicarbonato e, dopo aver massaggiato per circa 1 minuto ogni zona infiltrata, è stato realizzato uno shaving mediante lama N°15.</p>
<p><strong> <a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-1a-1b-1c3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2693" title="foto 1a-1b-1c" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-1a-1b-1c3.jpg" alt="" width="382" height="85" /></a></strong><br />
Realizziamo lo shaving non andando in profondità oltre il livello della superficie cutanea che circonda il neo in modo tale da evitare cicatrici depresse (immagine 1b).<br />
Se necessario, completiamo l’asportazione di resti del neo mediante forbice curva piccola. L’obbiettivo dello shaving è quello di produrre una superficie completamente liscia che continua impercettibilmente sul tessuto circondante la ferita.<br />
Di seguito, realizziamo emostasia o con alluminio cloruro al 40% in soluzione acquosa (sufficiente per il sanguinamento a nappo) e, se necessario, impieghiamo elettrocoagulazione in modo puntiforme minimizzando il danno termico che prolungherebbe l’eritema post-operatorio.<br />
Dopo l’emostasia trattiamo la ferita e circa 2 mm di pelle sana intorno mediante laser a Erbium, con una potenza di 4 Watt, 2 pass (l’immagine 1b è stata fatta dopo il trattamento con l’Erbium), con lo scopo di radicalizzare in profondità e produrre un blending fra la ferita ed il tessuto sano.</p>
<p>Le ferite con acqua ossigenata e coperte con uno strato sottile di vaselina bianca per evitare la crosta ed  infine applichiamo del cerotto di carta antiallergico color carne.<br />
Consegniamo delle istruzioni al paziente scritte a macchina per la gestione del post-operatorio che, sino al ritorno in clinica, consistono nel detergere le ferite una volta al giorno con acqua ossigenata, asciugare, applicare vaselina e coprire con cerotto.</p>
<p>La foto 1c evidenza l’aspetto delle ferite dopo 10 giorni dall’intervento.</p>
<p>L&#8217;esame istologico è stato compatibile con nevi dermici e composti.</p>
<p><strong> <a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-2a-2b5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2694" title="foto 2a-2b" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/foto-2a-2b5.jpg" alt="" width="302" height="96" /></a><br />
</strong>La foto 2a mostra i nei multipli presenti nel pre-op e la 2b il risultato dopo un anno dal trattamento, in proiezione laterale.</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2010/01/foto-3a-3b2.jpg"><img title="foto 3a-3b" src="../wp-content/uploads/2010/01/foto-3a-3b2.jpg" alt="" width="305" height="96" /></a><br />
In 3a vediamo i nei prima dell&#8217;intervento e, in 3b, il risultato dopo un anno dal trattamento, in proiezione anteriore.</p>
<p>Abbiamo trattato tutti i nei in un’unica sessione per minimizzare il numero di interventi, perdita di tempo e costi per il paziente e per la struttura.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Grazie anticipate per i tuoi commenti e per aver messo la tua esperienza a disposizione degli altri,</strong><br />
cordialmente,<br />
<strong>Vito Abrusci<br />
</strong><span style="font-size: x-small;">Dermatologo-Chirurgo Dermatologico<br />
Milano</span></p>
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