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	<title>SKINBLOG-IT.com &#187; f. Altri contributi</title>
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	<description>blog di Clinica, Chirurgia, Oncologia, Laser ed Estetica Cutanea</description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 Apr 2011 01:21:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ulcera cronica a manicotto in diabetico trattata mediante laser e piccoli innesti</title>
		<link>http://www.skinblog-it.com/archives/944</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 00:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abrusci Vito</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Chirurgia Dermatologica]]></category>
		<category><![CDATA[f. Altri contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Chirurgia minimamente invasiva]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[CO2 seguito da Erbium]]></category>
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		<category><![CDATA[laser ablativi combinati]]></category>
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		<category><![CDATA[ulcera cronica]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto 1 Foto 2 Donna di a. 63, diabetica insulino-dipendente ben controllata, con estesa ulcera cutanea a manicotto di 8 anni di evoluzione che interessa una vasta zona della della gamba sinistra (foto 1 e 2). La paziente riferisce che l’ulcera è stata trattata in modo scrupoloso, da quando si manifestò, seguendo le istruzioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Continua..." src="http://www.skinblog-it.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<table style="width: 300px;" border="0" cellspacing="2" cellpadding="2">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/09/11.jpg"><img title="1" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/09/11-150x150.jpg" alt="1" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/09/2.jpg"><img title="2" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/09/2-150x150.jpg" alt="2" width="150" height="150" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">Foto 1</td>
<td style="text-align: center;">Foto 2</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Donna di a. 63, diabetica insulino-dipendente ben controllata, con estesa ulcera cutanea a manicotto di 8 anni di evoluzione che interessa una vasta zona della della gamba sinistra (foto 1 e 2).</p>
<p><span id="more-944"></span></p>
<p>La paziente riferisce che l’ulcera è stata trattata in modo scrupoloso, da quando si manifestò, seguendo le istruzioni del medico curante e dell’endocrinologo e, pur avendo provato e seguito tutte le alternative topiche possibili ed innovative, non ha osservato un miglioramento importante e duraturo.</p>
<p><strong>Procedura realizzata: </strong>l’ulcera è stata<strong> </strong>trattata in 3 tempi chirurgici.</p>
<p>Non abbiamo impiegato anestesia locale sulla zona ulcerata perché non essendoci l’epitelio non ci sono recettori per il dolore ed il trattamento è molto ben tollerato senza anestesia.  Abbiamo impiegato anestesia locale infiltrativa a livello della coscia per prelevare i piccoli innesti impiegati.</p>
<p><strong>Nella prima procedura</strong> abbiamo trattato la zona anteriore della gamba.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-946" title="1a" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/10/1a.jpg" alt="1a" width="156" height="298" /></p>
<p>È stata trattata tutta la superficie dell’ulcera mediante un pass. di Laser a CO2 superpulsato seguito da un pass. di laser ad Erbium con lo scopo di produrre una toilette chirurgica non sanguinante, rimuovere le secrezioni, eliminare il tessuto di granulazione esuberante ed  ottenere una superficie <em>più asciutta</em> (di aspetto più opaco nella foto 1a) dove poter applicare i multipli innesti di spessore totale di circa 10&#215;4 mm.</p>
<p>I margini esterni degli innesti sono stati incollati alla superficie impiegando ciacranilato per uso medico (anche se l’Attack o colla attaccatutto può compiere perfettamente la stessa funzione) che consente di mantenere gli innesti in zona anche essendoci secrezione a posteriori, minimizzandone la caduta ed aumentandone l&#8217;irrorazione. Un altro vantaggio del ciacranilato è che consente di mobilizzare il paziente rendendo possibile il ritorno a casa in tempi più brevi, con evidente riduzione dei costi di gestione per gli enti ospedalieri.</p>
<p><strong> </strong><strong><img class="alignnone size-full wp-image-947" title="1b" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/10/1b1.jpg" alt="1b" width="160" height="425" /></p>
<p></strong></p>
<p>Abbiamo applicato garza vasellinata e bendaggio che non viene rimosso per 3 giorni.</p>
<p>In seguito il paziente in casa, mattina e sera, applica impacchi di acqua, iodio ed aceto sino ad epitelizzazione avvenuta. La foto 1b è stata fatta 45 giorni dopo il primo intervento.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-948" title="1c" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/10/1c1.jpg" alt="1c" width="152" height="383" /></p>
<p>La foto 1c evidenza il risultato dopo una terza procedura simile a quella appena descritta (dove è stata trattata la zona ulcerata residua intorno alla gamba).</p>
<p><strong>Nella prima procedura</strong> abbiamo trattato la zona postero-laterale della gamba.</p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-950" title="2a" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/10/2a.jpg" alt="2a" width="164" height="337" /></p>
<p></strong></p>
<p>È stata realizzata una procedura mediante laser CO2 ed Erbium come nella prima procedura ed innesti, ma oltre agli innesti sopra descritti ne abbiamo anche impiegatoaltri di spessore parziale a rete ottenuti con microtomo.</p>
<p>Entrambi i tipi di innesti si apprezzano bene nella foto 2b.</p>
<p><strong></strong><strong><img class="alignnone size-full wp-image-951" title="2b" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/10/2b.jpg" alt="2b" width="146" height="298" /></p>
<p></strong></p>
<p>I margini dei 2 tipi di innesti sono stati fissati con ciacranilato e la zona è stata coperta e trattata nel post-op. immediato in modo simile a come descritto sopra per la prima procedura.</p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-952" title="2c" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/10/2c.jpg" alt="2c" width="148" height="383" /></p>
<p></strong></p>
<p>La foto 2c evidenza il risultato dopo una terza procedura simile a quella appena descritta (dove è stata trattata la zona ulcerata residua intorno alla gamba).</p>
<p>La chirurgia minimamente invasiva-laser assistita, ben impiegata, consente di ottenere ottimi risultati nel trattamento di ulcere croniche.</p>
<p><strong>Cordiali saluti e grazie anticipate per i vostri commenti.</strong></p>
<p>Vito Abrusci</p>
<p><span style="font-size: x-small;">Dermatologo-Chirurgo Dermatologico</p>
<p>Milano</span><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<p>Quieres leer este caso en castellano</strong>?&#8230; se sugiere entrar en:</p>
<p><a href="http://piel-l.org/blog/archives/10573#more-10573">http://piel-l.org/blog/archives/10573#more-10573</a> para leer la presentaciòn del caso clìnico.</p>
<p> </p>
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		<item>
		<title>Come asportare un lipoma voluminoso con una piccola incisione</title>
		<link>http://www.skinblog-it.com/archives/976</link>
		<comments>http://www.skinblog-it.com/archives/976#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 13:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abrusci Vito</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Chirurgia Dermatologica]]></category>
		<category><![CDATA[f. Altri contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Chirurgia minimamente invasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Chiusura diretta]]></category>
		<category><![CDATA[lipoma]]></category>
		<category><![CDATA[perla chirurgica]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella foto 1a si osserva, delimitata dal disegno con il pennarello, una lesione di consistenza media, apparsa circa 7 anni prima. La tumorazione è cresciuta molto lentamente ed è asintomatica. Il medico di famiglia ha prescritto una ecografìa che evidenzia la diagnosi di lipoma. Molto spesso, non necessariamente, per fare diagnosi di questo tipo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella foto 1a si osserva, delimitata dal disegno con il  pennarello, una lesione di consistenza media, apparsa circa 7 anni prima.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-977" title="1" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/10/14.jpg" alt="1" width="188" height="173" /></p>
<p>La tumorazione è cresciuta molto lentamente ed è  asintomatica.<br /> Il medico di famiglia ha prescritto una ecografìa che evidenzia la  diagnosi di lipoma.</p>
<p>Molto spesso, non necessariamente, per fare diagnosi di questo tipo di lesioni,  vengono richieste ecografie e addirittura risonanza magnetica!!!<br /> In 3 ospedali è stata suggerita l’asportazione della lesione mediante un’  incisione di circa 4 cm. di lunghezza, modalità che la paziente non ha  accettato.</p>
<p>DIAGNOSTICO CLINICO ED ECOGRAFICO: Lipoma.</p>
<p><span id="more-976"></span></p>
<p><strong>C’è modo di asportare un lipoma in modo minimamente invasivo, con una  incisione più piccola, ma garantendo l’asportazione?</strong></p>
<p>… ecco la risposta:</p>
<p>PROCEDIMIENTO EMPLEADO: despuès de antisepsia local  con yodo, marcamos la piel empleando un marcador indeleble con el fin de  dibujar la direcciòn y longitud de la incisiòn y procedemos a aplicar anestesia  local infiltrativa (lidocaína al 2%, adrenalina y bicarbonato de sodio)  empleando una inyectadora de 10 ml. con aguja 30Gx25 mm. Para minimizar el  dolor estiramos la piel para ponerla firme, penetramos la piel a travès de un  poro (para lo cual empleamos una lupa frontal x2,5) e introducimos la aguja muy  lentamente hasta llegar al plano subcutàneo y una vez en ese plano inyectamos  con muy poca presión y muy lentamente.</p>
<p>Luego, masajeamos la zona infiltrada por  aproximadamente un minuto con el fin de ayudar a que se difunda bien el  anestésico y para lograr la voasoconstricciòn deseada. Para evitar dolor  durante el procedimiento, siempre debemos comprobar, antes de iniciar a  cirugía, que no hay dolor en la zona a ser tratada para lo cual realizamos  pinchacitos con la aguja empleda para aplicar la anestesia, en caso contrario  inyectamos anestesia local en las zonas dolorosas en las que aun se percibe  dolor.</p>
<p>Cortando con el tercio distal de la hojilla de bisturì  en modo casi perpendicular a la superficie del brazo, realizamos una incisiòn  profunda de unos 13 mm de longitud, en un solo tiempo, llegando hasta el plano  subcutàneo.</p>
<p>Empleando una tijera curva pequeña de 12 cm de punta roma, abriendo  las ramas en modo poco traumàtico, nos abrimos espacio hasta llegar a la sede  del lipoma y, una vez allì, con una tijera curva de Mayo de 15 cm y de punta roma  procedemos a ir separarando la lesiòn que tenemos agarrada con una pinza de  Adson dentada. Para minimizar el sangramiento empleamos el dedo ìndice para  ayudar a despegar e ir delimitando la lesiòn, que a medida que la vamos  extrayendo empleamos una pinza atraumatica de anillo para ir halando el lipoma  mientras vamos resecando a su alrededor hasta lograr resecarlo todo en bloque.</p>
<p>La foto 34a tomada durante el transoperatorio muestra  la longitud de la cicatriz, mucho màs pequeña del lipoma que vemos del lado  derecho. Con este enfoque, logramos extirpar el lipoma y minimizar la  posibilidadde una cicatriz evidente.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-978" title="1a" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/10/1a2.jpg" alt="1a" width="220" height="216" /></p>
<p>Siempre nos planteamos hacer la incisiòn inicial lo  màs corta posible y si a travès de ella es imposible extraer el lipoma….siempre  existe la posibilidad de ampliarla para facilitar la tarea lo que a menudo es  necesario en caso de fibrolipomas. Pero si la incisiòn la hacemos muy larga  desde un principio y el lipoma resulta muy fàcil de extraer vamos a producir  una cicatriz màs evidente, innecesariamente.</p>
<p><strong>Cordialmente,<br /> Vito Abrusci</strong><strong> Dermatologo-Chirurgo Dermatologico<br /> Milano</strong></p>
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		<title>Ulcera Cutanea Cronica in Paziente Diabetico. Cosa suggerite?</title>
		<link>http://www.skinblog-it.com/archives/542</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 13:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abrusci Vito</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Chirurgia Dermatologica]]></category>
		<category><![CDATA[f. Altri contributi]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[ulcera]]></category>
		<category><![CDATA[ulcera cronica]]></category>
		<category><![CDATA[ulcera in diabetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Donna di a. 63, diabetica insulino-dipendente ben controllata, con estesa ulcera cutanea a manicotto di 8 anni di evoluzione che interessa una vasta zona della della gamba sinistra (foto 1 e 2). Foto 1 Foto 2 La paziente riferisce che l’ulcera è stata trattata in modo scrupoloso, da quando si manifestò, seguendo le istruzioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Donna di a. 63, diabetica insulino-dipendente ben controllata, con estesa ulcera cutanea a manicotto di 8 anni di evoluzione che interessa una vasta zona della della gamba sinistra (foto 1 e 2).</p>
<p><span id="more-542"></span></p>
<table style="width: 300px;" border="0" cellspacing="2" cellpadding="2">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/09/11.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-543" title="1" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/09/11-150x150.jpg" alt="1" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/09/2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-544" title="2" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/09/2-150x150.jpg" alt="2" width="150" height="150" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">Foto 1</td>
<td style="text-align: center;">Foto 2</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La paziente riferisce che l’ulcera è stata trattata in modo scrupoloso, da quando si manifestò, seguendo le istruzioni del suo medico curante e dell’endocrinologo e, pur avendo provato e seguito tutte le alternative topiche possibili ed innovative,  non ha osservato un miglioramento importante e duraturo.<br />
<strong><br />
Cosa faresti, se dovessi gestirla?</strong></p>
<p><strong>Che trattamento suggerisci?</strong></p>
<p><strong>Vito Abrusci<br />
<span style="font-size: x-small;">Dermatologo-Chirurgo Dermatologico<br />
Milano</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tips/Perle Chirurgiche</title>
		<link>http://www.skinblog-it.com/archives/519</link>
		<comments>http://www.skinblog-it.com/archives/519#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 19:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abrusci Vito</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Chirurgia Dermatologica]]></category>
		<category><![CDATA[f. Altri contributi]]></category>
		<category><![CDATA[pellicola trasparente]]></category>
		<category><![CDATA[perle chirurgiche]]></category>
		<category><![CDATA[tips chirurgici]]></category>
		<category><![CDATA[vaselina bianca]]></category>

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		<description><![CDATA[1° TIP o PERLA CHIRURGICA APPLICA VASELINA BIANCA SULLE FERITE Tip o Perla inviata da Vito Abrusci La gran maggioranza dei chirurghi dermatologi statunitensi copre con uno strato sottile di vaselina praticamente tutte le ferite chirurgiche con diversi scopi: -dopo shaving o curettage e dopo exeresi e sintesi di ferite: la vaselina evita le croste, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1° TIP o PERLA CHIRURGICA</p>
<p><strong>APPLICA VASELINA BIANCA SULLE FERITE</strong></p>
<p>Tip o Perla inviata da Vito Abrusci</p>
<p>La gran maggioranza dei chirurghi dermatologi statunitensi copre con uno strato sottile di vaselina praticamente tutte le ferite chirurgiche con diversi scopi:</p>
<p>-dopo shaving o curettage e dopo exeresi e sintesi di ferite: la vaselina evita le croste, favorisce la cicatrizzazione, minimizza le infezioni…. ed evita che il cerotto o la garza si attacchino alla ferita con il susseguente sanguinamento e/o dolore per rimuoverli.</p>
<p>-dopo peeling medi e profondi, dermoabrasioni e resurfacing ablativi, o dopo la applicazione combinata di queste tecniche, la vaselina bianca non sterile (così come acquistata in farmacia) ha gli stessi vantaggi sopra elencati.</p>
<p><span id="more-519"></span><br />
Se dopo questo tipo di interventi facciamo formare le croste il paziente sente il viso tirare e la fessurazione delle croste che avviene con la gesticolazione produce dolore e rende il postoperatorio molto più scomodo. La vaselina rende il postoperatorio praticamente privo di sintomi.</p>
<p>-e dopo la chirurgia di un’unghia incarnita o dopo aver rimosso la lamina ungueale? Rimuovere una garza attaccata al letto ungueale produce un dolore indimenticabile. Un po’ di vaselina…e rimuovere il cerotto diventa, semplice, veloce e molto più tollerabile.</p>
<p>-e a livello mucoso? Immaginate il dolore che prova un paziente per rimuovere una garza o la medicazione, dopo un intervento a livello anale o genitale, per esempio dopo una fimosectomia o dopo la rimozione di condilomi acuminati se si dovesse attaccare la graza alla ferita<br />
Sapete cosa significa rimuovere una garza attaccata alla mucosa in qualsiasi di queste localizzazioni?<br />
Se suggeriamo al paziente di applicare uno strato di vaselina…la garza non si attacca alla ferita ed il paziente ve ne sarà riconoscente per sempre.<br />
Questo semplice accorgimento rende il postoperatorio indolore invece dell&#8217;incubo di staccare le garze dalle ferite e il sanguinamento che spesso ne risulta (e che bisogna fermare&#8230;spesso con nuovo dolore).</p>
<p>Vi siete mai chiesti perché le ferite o le chirurgie dell’interno della bocca cicatrizzano molto più veloce e con meno dolore (se i tessuti vengono gestiti nel modo giusto durante l’intervento)?  Il motivo è perché non si formano le croste.</p>
<p>Evita le croste sulle tue ferite chirurgiche e vedrai di quanto diminuisce il dolore postoperatorio, come pure quando dovrai rimuovere cerotti, garze e bende.</p>
<p>Prova questo tip per tutte queste applicazioni… e facci sapere cos’è successo dopo questa perla chirurgica!</p>
<p><span style="color: #ffff99;">g</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">g</span></p>
<p>2° TIP o PERLA CHIRURGICA</p>
<p><strong>PELLICOLA TRASPARENTE PER COPRIRE FERITE ESTESE ED USTIONI</strong><br />
Tip o Perla inviata da Vito Abrusci</p>
<p>…come dicevo sopra, dopo peeling medi e profondi, dermoabrasioni e resurfacing ablativi, o dopo la applicazione combinata di queste tecniche, la vaselina evita le croste, favorisce la cicatrizzazione, minimizza le infezioni…. ed evita che il cerotto o la garza si incollino alla ferita con il susseguente sanguinamento e/o dolore per rimuoverli.<br />
Se dopo questo tipo di intervento abbiamo bisogno di coprire le zone trattate mediante qualche film protettivo, la pellicola trasparente (tipo Domopac, il film di polipropilene usato in tutte le case e supermercati per avvolgere pesce, carne e frutta) è una realtà straordinaria e insuperabile: molto economica, facile da reperire in qualsiasi supermercato, semplice da tagliare, aderisce benissimo alla pelle, si auto aderisce (non ha bisogno nemmeno di cerotti).<br />
Provate a gestire le ustioni di primo e secondo grado con l’applicazione della vostra crema, unguento o pomata seguita da uno o più strati di pellicola trasparente.<br />
I vantaggi sono tanti:</p>
<p>-la sostanza applicata rimane in zona (non viene assorbita dalla pellicola).</p>
<p>-permette il drenaggio spontaneo di buona parte delle secrezioni.</p>
<p>-la ferita, essendo facile ed indolore da scoprire, può essere visionata con la frequenza necessaria. Si minimizzano le infezioni e si possono impiegare più volte al giorno, impacchi con soluzione acquosa di iodio e dopo, per esempio la mattina applicazione di crema con solfadiazina d’argento e la sera di una pomata cicatrizzante o viceversa.</p>
<p>-L’umidità della zona ustionata evita le croste, favorisce la cicatrizzazione, minimizza le infezioni…. ed evita che garza e bende si incollino alla ferita con il susseguente dolore per rimuoverli che spesso è così severo che produce grida strazianti, a meno che il paziente venga sedato dall’anesteista: quante volte si può sedare un paziente?&#8230;prima o poi viene sottomesso alla rimozione cruenta delle bende, che anche se bagnate o no, il dolore è spesso insopportabile lo stesso.</p>
<p>-Rimuovere la pellicola trasparente da una zona ustionata è velocissimo e senza assolutamente alcun dolore!<br />
Prova questo tip per tutte queste applicazioni… e facci sapere cos’è successo dopo questa perla chirurgica!</p>
<p><strong>Vito Abrusci<br />
<span style="font-size: x-small;">Dermatologo-Chirurgo Dermatologico<br />
Milano</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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