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	<title>SKINBLOG-IT.com &#187; editoriale</title>
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	<description>blog di Clinica, Chirurgia, Oncologia, Laser ed Estetica Cutanea</description>
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		<title>La cultura della pelle</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 11:26:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Signorile Achille</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[La frequentazione di Skinblog mi sta facendo apprendere molte cose interessanti. Innanzitutto, sto apprezzando la solidarietà che esiste fra straordinari Professionisti particolarmente esperti nella chirurgia dei tumori della pelle e nella chirurgia estetica ricostruttiva, una solidarietà che sorprende perchè molto spesso, come succede in quasi tutti gli ambienti di lavoro, fra esperti della stessa materia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2622 aligncenter" title="kids" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/kids.gif" alt="" width="396" height="292" /></p>
<p>La frequentazione di Skinblog mi sta facendo apprendere molte cose interessanti. Innanzitutto, sto apprezzando la solidarietà che esiste fra straordinari Professionisti particolarmente esperti nella chirurgia dei tumori della pelle e nella chirurgia estetica ricostruttiva, una solidarietà che sorprende perchè molto spesso, come succede in quasi tutti gli ambienti di lavoro, fra esperti della stessa materia si crea una sorta di antagonismo e di gelosia, qualche volta perfino di invidia, che frena il progresso.</p>
<p><span id="more-2623"></span></p>
<p>I partecipanti a questo Blog, invece, si scambiano tranquillamente opinioni ed esperienze, suggerimenti ed appunti che consentono, soprattutto in casi particolarmente difficili, di migliorare le tecniche di intervento e di ricorrere alle reciproche conoscenze e perizie al solo scopo di favorire il benessere dei pazienti.</p>
<p>Non ho riscontrato, finora, nessuna espressione di invidia per certi risultati, veramente eccezionali, mostrati dalle fotografie che &#8211; a chi come me non è assolutamente esperto nella materia &#8211; sembrano dei veri e propri miracoli, ma che gli autori espongono e sviluppano come se si trattasse della cosa più semplice e normale del mondo.</p>
<p>La cosa ancora più straordinaria, poi, è che gli scambi di opinioni e di consigli avvengono tra professionisti che vivono ed operano in diverse parti del mondo, in realtà completamente eterogenee, sia dal punto di vista della civiltà che della cultura, delle tradizioni e del progresso, ma che sembrano conoscersi come vecchi amici, scambiandosi pareri, fotografie, tecniche di intervento e sperimentazioni nell’uso dei laser e dei medicinali, con grande cordialità e reciproca stima.</p>
<p>La seconda constatazione a cui mi porta la lettura delle varie sezioni del Blog è che, mentre in alcune nazioni della fascia tropicale, dove il problema delle lesioni della pelle è certamente più grave che non nelle altre regioni del mondo, il ricorso agli specialisti del settore è generalmente più frequente, giacché più frequente è l’evolversi di lesioni in tumori maligni, in Italia esiste un divario tra il Nord ed il Sud dell’Italia nell’affrontare il tema delle lesioni della pelle, che non trova altra giustificazione se non nella tradizionale rassegnazione della gente del sud oppure nella sua pigrizia,  quando non si tratti di vera e propria paura del bisturi e del laser.</p>
<p>Nel sud della penisola, infatti, non c’è ancora una vera e propria cultura che provochi allarme, rifiuto o anche soltanto insofferenza nei confronti di quelle lesioni, spesso solo benigne, che deturpano il volto e le mani.</p>
<p>Vedo, infatti, uomini, donne e molto spesso anche bambini, che si portano in giro lesioni, a volta anche notevoli, sul naso, sulla fronte, sulle guance, sulle orecchie e sulle mani, senza avvertire il bisogno di eliminarle e tuttavia vergognandosi evidentemente di mostrarle, anche quando ormai vi hanno fatto l’abitudine.</p>
<p>Grossi nevi, tumefazioni, pustole, brufoli, foruncoli, porri, verruche, escrescenze di varie dimensioni, che potrebbero essere eliminati facilmente e senza alcuna conseguenza, grazie alle prodigiose capacità manuali degli specialisti o all’uso di laser estremamente sofisticati, continuano invece a fare antipatica mostra di sè, sia sulla pelle di uomini che di donne del sud, provocati dall’esposizione più frequente al sole oppure da vere e proprie malattie endemiche  della pelle.</p>
<p>Che dire poi di quei solchi profondi e irregolari, che nulla hanno a che vedere con le normali rughe dell’età, ma che finiscono con l’imbruttire il volto di giovani donne e di altrettanto giovani uomini, provocati molto spesso dall’acne o da altri fenomeni flogistici della pelle del viso?</p>
<p>Un esempio della strana indifferenza di fronte a certe lesioni, non me ne voglia, è il grande calciatore barese Antonio Cassano che mostra un viso, altrimenti gradevole, devastato da quei fenomeni di cui ho detto, che un’attenta tecnica chirurgica potrebbe ridurre, se non addirittura eliminare.</p>
<p>Anche il nostro Presidente della Repubblica mostra da sempre sul viso alcune lesioni, certamente conseguenti all’età, che rovinano i primi piani televisivi e che non è affatto difficile rimuovere, come mostrano i numerosi e brillanti risultati offerti dai frequentatori del Blog.</p>
<p>Oltretutto, questi personaggi pubblici, così spesso mostrati dalla stampa e dalle televisioni, non fanno, all’estero, una buona pubblicità alla sanità italiana, come se da noi non ci fossero quegli straordinari chirurghi della pelle che su questo Blog mostrano le loro miracolose conquiste e le strepitose vittorie sui guasti che il tempo, l’età e le predisposizioni genetiche provocano alla nostra meravigliosa pelle.</p>
<p>Spero di essere smentito, nel tempo, continuando a collaborare, sia pure da assoluto incompetente a questo importante strumento di divulgazione e di crescita: ma in questa nuova e singolare esperienza non posso fare a meno di ringraziare quanti partecipano al blog con le loro competenze e abilità, esprimendo la mia ammirazione per il loro prezioso esempio di modestia e per il grande contributo di esperienza e di cultura di cui, con loro, mi sto arricchendo.</p>
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		<title>Alluvioni, terremoti e civiltà</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 17:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Signorile Achille</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[a NOTA DI CORDOGLIO: Gli editori, collaboratori e amici di skinblog-it manifestiamo il nostro più profondo dolore per il lutto di Haitì, del continente americano, del mondo intero. a NOTA DE DUELO: Los editores, colaboradores y amigos de skinblog-it manifestamos nuestro màs profundo dolor por la desdicha que embarga a Haitì, al continente americano, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/terremoto-haiti-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2384 aligncenter" title="APTOPIX Haiti Earthquake" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2010/01/terremoto-haiti-1-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" /></a></strong><strong><span style="color: #ffffff;">a</span><br />
NOTA DI CORDOGLIO</strong>:<br />
Gli editori, collaboratori e amici di skinblog-it manifestiamo il nostro più profondo dolore per il lutto di Haitì, del continente americano, del mondo intero.<br />
<span style="color: #ffffff;">a</span><br />
<strong>NOTA DE DUELO:</strong><br />
Los editores, colaboradores y amigos de skinblog-it manifestamos nuestro màs profundo dolor por la desdicha que embarga a Haitì, al continente americano, al mundo todo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span id="more-2383"></span><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><em> </em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Editoriale <em>di</em> Achille Signorile</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: x-large;">Alluvioni, terremoti e civiltà</span></strong></p>
<p>Non c’è stagione che, in una qualsiasi parte del mondo, eccezionali eventi naturali non producano catastrofi di immani dimensioni, con interi villaggi distrutti, migliaia di morti, migliaia di senzatetto. Sembra che, quasi ad equilibrare il sistema pacifico che si è instaurato tra le grandi nazioni, la natura abbia dichiarato guerra all’uomo ed alla sua civiltà, con preoccupante frequenza e con un crescendo impressionante che non risparmia nessuno: tsunami, terremoti, esondazioni di fiumi, alluvioni, devastanti e devastati teatri di morte e distruzione sparsi nel mondo. Ieri Indonesia, Cina, Giappone, Turchia, Cile, Guatemala, Pakistan, India e Italia (Irpinia, Friuli, Sarno). Poi Samoa, Nuova Zelanda, Tonga, Sumatra, Giava, Perù e ancora l’Italia (l’Umbria, L’Aquila e Messina).</p>
<p>Oggi, più devastante che mai, Haiti.</p>
<p>L’umanità ferita raccoglie i suoi morti, spazza le rovine e ricostruisce i paesi sconvolti. Fiumi di parole, cerimonie e lacrime. Ma la natura si prende ogni volta la sua rivincita e lancia severi avvertimenti che ancora oggi stentiamo a comprendere, perché non capiamo o forse perché non vogliamo capire.</p>
<p>Certo, gli allarmi lanciati da alcuni scienziati nel momento in cui esplodono più drammatici questi fenomeni, hanno il sapore dell’ovvio e del contingente e troppe volte non vengono presi sul serio per il loro esagerato catastrofismo. Ma le statistiche, che evidenziano il preoccupante ripetersi e crescere ed allargarsi degli eventi rovinosi su zone sempre più ampie, numerose e differenziate del globo, non possono essere trascurate con l’irresponsabile disinteresse del potere politico a  cui si aggiunge l’altrettanto irresponsabile incuria del potere economico che sottomette alla logica degli affari il rispetto dell’uomo e della natura.</p>
<p>Fa rabbia questo contare i morti, questo estrarre cadaveri dalle macerie, il pianto rassegnato e impotente dei sopravvissuti, questo cerimoniale che si rinnova ad ogni tragedia, con i volti disperati dei bambini, la collera degli scampati alla morte.</p>
<p>Haiti: nel 2004 il terrificante uragano Jeanne. Lutti e distruzione. Qualche giorno fa uno dei terremoti più terribili che la storia ricordi.</p>
<p>Haiti è da sempre considerata zona a gravissimo rischio sismico. Eppure, politici senza scrupolo, costruttori senza morale hanno eretto palazzi che si sono sbriciolati come castelli di sabbia, seppellendo uomini e dando a Port au Prince l’aspetto di un’unica, grande, tragica tomba.</p>
<p>Eccola Haiti, ferita a morte, questa repubblica continuamente in fermento, con le sue rivolte, con le sue isole, con il colore del mare delle Antille e, purtroppo, con la sua povertà che ne fa una nazione tra le più misere della terra.</p>
<p>Quale potere si contendono le fazioni eternamente in lotta in questo disgraziato paese? Perché, invece di autodistruggersi in lotte civili, gli uomini politici di Haiti non pensano a fronteggiare consapevolmente la tragedia che incombe ogni anno, ogni giorno sulla popolazione immiserita dagli sconvolgimenti naturali e dalla cecità umana?</p>
<p>Il nostro pianeta sta lanciando forti invocazioni di aiuto ormai da molti anni, ma esistono zone della terra, appunto come Haiti, dove gli uomini  preferiscono baloccarsi con i giocattoli del potere, ignorando gli allarmi e gli appelli, piuttosto che porre riparo ai guasti di una civiltà cieca e sorda.</p>
<p>Ci vorrebbe il convergente intervento di chirurghi del suolo, di specialisti delle acque, di cattedratici delle piante per operare un concreto, vasto e profondo resurfacing and restructure non solo a questo nostro pianeta, ma anche &#8211; e direi soprattutto! &#8211; al nostro modo di rapportarci con la terra, con i mari, i fiumi, le foreste e le montagne e perfino con il sottosuolo che questa nostra civiltà continua a violare irresponsabilmente.</p>
<p>Perché un’autentica civiltà si misura non soltanto nella meraviglia dei grandi grattacieli, degli aerei più veloci, delle conquiste mediche; nè soltanto nella penetrazione dei grandi misteri dell’universo e nelle scoperte e invenzioni scientifiche.</p>
<p>Un’autentica civiltà si misura nell’equilibrio che riesce a mantenere tra l’esigenza di progresso umano, civile, industriale, scientifico e il rispetto della natura, delle sue regole perentorie, degli inderogabili canoni che governano la sua sopravvivenza.</p>
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		<title>L’Italia è uno strano paese</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Signorile Achille</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia è uno strano paese, nel quale il gossip è più forte della contrapposizione tra programmi e culture politiche e i pregiudizi sulle tendenze sessuali dei responsabili della cosa pubblica spesso prevalgono su ogni altra considerazione, scatenando ondate di furore moralistico e bacchettone, scuotendo solide maggioranze, e provocando crisi politiche che aggravano quelle economiche. L’Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img src="file:///C:/Users/VITOAB%7E1/AppData/Local/Temp/moz-screenshot-4.png" alt="" /><img class="aligncenter size-medium wp-image-1887" title="bla_bla" src="http://www.skinblog-it.com/wp-content/uploads/2009/11/bla_bla-244x300.jpg" alt="bla_bla" width="176" height="216" /></p>
<p>L’Italia è uno strano paese,  nel quale il gossip è  più forte della contrapposizione tra programmi e culture politiche e i  pregiudizi sulle tendenze sessuali dei responsabili della cosa pubblica spesso  prevalgono su ogni altra considerazione, scatenando ondate di furore  moralistico e bacchettone, scuotendo solide maggioranze, e provocando crisi  politiche che aggravano quelle economiche.</p>
<p><span id="more-1708"></span></p>
<p>L’Italia è uno strano paese.  In Puglia, a furor di popolo, viene eletto governatore un uomo di grande  spessore morale, di profonda maturità culturale e di provata onestà  intellettuale, ma omosessuale conclamato: l’on. Niki Vendola. La grande  maggioranza degli elettori non ha tenuto in alcuna considerazione questo ultimo  aspetto, assolutamente privato e per nulla influente sulla esperienza e  capacità politica dell’On. Vendola. Nessuno ne ha fatto oggetto di scandalo e/o  preclusione:  nessuno, tranne qualche squallido personaggio di estrema destra,  assolutamente minoritario, subito zittito dalla valanga di voti che ha eletto  Vendola alla guida della Regione Puglia.</p>
<p>Nel Lazio, invece, dove un  giornalista di indiscusso valore, il Dr. Piero Marrazzo, che guida la Regione con grande impegno  e con diffuso consenso popolare, viene fotografato in atteggiamenti intimi con  un trans, si scatena il moralismo becero e bacchettone che riaccende pregiudizi  e fa scadere nel gossip più  squallido quella che invece dovrebbe essere una pur proclamata e dichiarata opposizione  costruttiva.</p>
<p>Certo, il dott. Marrazzo ha  commesso un errore molto grave, che però non è quello di essersi accompagnato  ad un transessuale: questi sono problemi suoi intimi e non contestabili, sia  che il Marrazzo fosse un comune mortale, sia nella sua veste di governatore del  Lazio.</p>
<p>L’errore del Dr. Marrazzo è  stato quello di aver subìto il ricatto e l’estorsione dei carabinieri che lo  hanno filmato e gli hanno chiesto ventimila euro per non diffondere il video,  soldi che lui, molto debolmente, sembra aver pagato.</p>
<p>Sotto questo aspetto è stata  giusta la richiesta di alcuni settori della stessa maggioranza che sosteneva il  Marrazzo, i quali hanno considerato che chi subisce un ricatto, cioè chi è  ricattabile, non ha più la libertà e la serenità per guidare l’ente Regione, giacché  oggi ha comprato il silenzio dei ricattatori con il versamento di una tangente,  domani potrebbe vedersi costretto a comprarlo con cessioni sul piano legale ed  amministrativo a spese della Regione: comunque in una posizione di estrema  debolezza.</p>
<p>Da qui, giustificata e giusta  la richiesta di dimissioni: richiesta che il Dr. Marrazzo correttamente ha  accolto rimettendo il mandato di governatore del Lazio.</p>
<p>Tutto qui sta il nocciolo  della questione, dal punto di vista giuridico e politico.</p>
<p>Il resto, quello cioè che  riguarda le tendenze sessuali del personaggio, è misera polemica  pseudogiornalistica, conformista e integralista, che non fa onore a certi  giornali che vi ci stanno guazzando, perchè riguarda la sfera priva ed  affettiva di un uomo, nelle cui scelte libere e personali non abbiamo il  diritto di entrare, nè tantomeno di esprimere giudizi.</p>
<p>Ma l’Italia rimane comunque  uno strano paese, dove al Sud si elegge con grande consenso popolare un uomo  dichiaratamente gay, perchè questa sua scelta personale, abbondantemente  conosciuta, non scalfisce la sua personalità culturale, intellettuale e  politica; altrove, invece, fanno strumentalmente scandalo le analoghe scelte  personali di altri esponenti di spicco del panorama politico nazionale e si  scatena una bagarre che sa di stantio, di integralismo retrogrado, di residuato  medievalismo..</p>
<p>Quando  l’Italia diventerà un paese  <span style="text-decoration: underline;">modernamente</span> civile e  <span style="text-decoration: underline;">veramente</span> libero?</p>
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		<title>La pelle: solo un involucro esterno?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 15:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Signorile Achille</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Editoriale di Achille Signorile Il vocabolario Treccani dà della pelle una definizione fredda e riduttiva: «organo di rivestimento esterno del corpo dell’uomo o degli animali, detta anche cute e facente parte, con i cosiddetti annessi cutanei, del sistema tegumentario». Tutto qui. Ma se la pelle fosse ridotta soltanto a questo, non si spiegherebbero le numerose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Editoriale <em>di</em> Achille Signorile</strong></p>
<p>Il vocabolario Treccani dà  della pelle una definizione fredda e riduttiva: «<em>organo  di rivestimento esterno del corpo dell’uomo o degli animali, detta anche </em><em>cute</em><em> e facente parte, con i cosiddetti annessi cutanei, del sistema tegumentario</em>».  Tutto qui. Ma se la pelle fosse ridotta soltanto a questo, non si spiegherebbero  le numerose locuzioni alle quali il linguaggio parlato, ma anche quello  letterario, oltre che medico e scientifico, hanno dato vita: <em>pelle liscia, pelle ruvida, lustra,  rugosa, secca, grassa, abbronzata, delicata, luminosa; non stare nella pelle;  ridere a crepa pelle; avvertire a fior di pelle; avere la pelle d’oca;  rimetterci la pelle, ne va della pelle, amici per la pelle</em> &#8230; Locuzioni  che derivano dall’aver osservato la capacità della pelle di manifestarsi in  modo diverso se la vediamo, o la tocchiamo o ne avvertiamo il gusto o l’odore.</p>
<p><span id="more-805"></span></p>
<p>Proprio perchè coinvolge quasi  tutti i nostri sensi, infatti, non è possibile considerare la pelle soltanto  come un rivestimento esterno posto dalla natura ad avvolgere il nostro corpo ed  a proteggerlo: essa è, invece, la copertina del nostro diario quotidiano, l’espressione  inconsapevole del nostro benessere o delle nostre inquietudini; della nostra  voglia di stare tra gli altri oppure del nostro intimo bisogno di solitudine;  della nostra tristezza o del nostro buon umore &#8230; in una parola: la spia della  nostra personalità.</p>
<p>Nel XVII canto dell’Inferno,  Dante illustra così efficacemente la figura di Gerione, il mitico mostro sleale  e viscido, dal volto umano e dal corpo di serpente, che rappresenta il mondo  subdolo degli ipocriti e degli usurai: “<em>La  faccia sua era faccia d’uom giusto &#8211; tanto benigna avea di fuor la pelle</em>”.  Per attirare gli uomini nei suoi inganni, Gerione ha un volto accattivante, che  ispira fiducia, un <em>uom giusto</em> &#8230; E in quale  elemento Dante individua l’apparenza di persona giusta che emana da quel volto,  in contrasto con il senso di ripulsione che invece si sprigi0na dal resto del  corpo da rettile di Gerione? Nella pelle!</p>
<p>Nella pelle, che il mostro <em>tanto benigna avea di fuori</em>,  appunto per rendere attraente una figura altrimenti ripugnante.</p>
<p>Il grande poeta fiorentino,  geniale nella sua abilità di sintesi, con due sole parole ha descritto la  funzione della pelle, la sua attitudine ad essere la spia delle passioni e dei  sentimenti umani, la capacità di questo <em>organo  di rivestimento esterno del corpo</em> di  esprimere, con il suo aspetto, addirittura concetti astratti come la bontà  d’animo, il senso della giustizia, la mitezza del carattere<strong><em>: </em></strong><strong><em>la  faccia sua era faccia d’uom giusto, tanto benigna avea <span style="text-decoration: underline;">di fuor</span> la pelle</em></strong>.</p>
<p>E allora, teniamocela ben  cara questa nostra pelle. E ben vengano gli studiosi e gli esperti di tutto il  mondo a combatterne gli inestetismi, ma soprattutto a comprendere gli allarmi  che la pelle desta con il suo aspetto, con i suoi cambiamenti, con le sue  eruzioni e le sue involuzioni.</p>
<p>La funzione di questo blog e  l’impegno dei suoi partecipanti è appunto quella di diffondere una nuova  cultura della pelle che non si limiti a promuoverne e migliorarne la funzione  estetica, ma scavi nella profondità delle sue manifestazioni per intuire,  far capire e curare malattie e malesseri  occulti, spesso anche o soltanto di natura psicologica, che nessuna TAC e  nessuna risonanza magnetica nucleare riusciranno mai a scoprire.</p>
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